In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il 25 novembre, Andrea Camilleri promuove la parità tra uomo e donna: "Potremo vantarci della ripresa economica, della disoccupazione diminuita, di tanti passi avanti ma fino a quando non raggiungeremo questo concetto di parità assoluta tra uomo e donna noi faremo dei falsi passi in avanti".

L'81,7% dei comuni trevigiani con più di 3.000 abitanti garantisce la parità di genere nelle giunte, in misura non inferiore al 40% per entrambi i sessi.
I comuni con meno di 3.000 abitanti assicurano la rappresentanza femminile in 11 giunte su 13.
Il 27,4% dei sindaci trevigiani sono donne.

 

Ascolto, attenzione ai particolari ed esame accurato di ogni richiesta di aiuto.
E’ questa la linea di comportamento delle consigliere e dei consiglieri di parità che denota professionalità nello svolgimento del loro ruolo di difensori del principio antidiscriminatorio.

A livello nazionale aumenta del 12%, rispetto al 2015, il numero complessivo di dimissioni e di risoluzioni consensuali, riguardanti le lavoratrici madri e i lavoratori padri, convalidate nel 2016 dalle ex Direzioni territoriali del lavoro.
A lasciare il lavoro sono state in prevalenza le lavoratrici madri (nel 79% dei casi, su n. 37.738 dimissioni/risoluzioni totali), e fra queste, in numero maggiore, operaie e impiegate, con una limitata anzianità di servizio, occupate nei servizi e nel commercio.

E' stato pubblicato in questi giorni, a cura della Consigliera nazionale, il report di analisi su base nazionale dell'attività svolta dalle consigliere/consiglieri di parità nel 2016.
I dati analizzati rappresentano, in particolare, un quadro d'insieme dell'attività antidiscriminatoria. A rivolgersi alle consigliere/consiglieri di parità sono state in maggioranza donne con l'84% degli accessi. A pesare di più sono stati i casi di discriminazione per conciliazione dei tempi vita e lavoro e per maternità/paternità.