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Lo scrittore Andrea Camilleri, introducendo la puntata del commissario Montalbano, andata in onda lo scorso 8 novembre su Rai1, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ha fatto un appello forte e appassionato a favore del rispetto delle donne e della loro libertà e una riflessione molto bella sul concetto di parità tra uomo e donna.
Nel 2016, anche Luca Zingaretti aveva partecipato alla campagna della Polizia di Stato contro i femminicidi, invitando a denunciare.
"Se un uomo maltratta una donna, questo non è amore".
Nel suo appello l’autore di Montalbano ci dice che nel nostro paese la violenza è un problema "gravoso" e "insopportabile... Viene fuori un desolante quadro di arretratezza dei nostri costumi, di sconsolante angustia mentale. ...In Italia una gran quantità di maschi, di qualsiasi classe sociale, considera la donna oggetto di sua proprietà in eterno, come se non dovesse avere mai più la libertà... Questa concezione è il modo più degradante e più abietto di considerare la persona umana. Il rifiuto alla sottomissione non ha che un verdetto possibile: la morte, l’annullamento totale dell’esistenza di una donna che ha osato opporsi.”
Una triste realtà quella che ci descrive lo scrittore, ma come possiamo ancora oggi accettare i soprusi, le violenze, la privazione della libertà, propri di una cultura patriarcale? Infatti, dovremo essere indignati e ribellarci, denunciare ogni forma di violenza e di abuso di potere. Sul posto di lavoro, per esempio, possiamo parlare di molestie se non c’è consenso.
Dovremo adoperarci affinché il rispetto diventi valore imprescindibile nelle relazioni umane.
Continua Camilleri: “Potremo vantarci della ripresa economica, della disoccupazione diminuita, di tanti passi avanti ma fino a quando non raggiungeremo questo concetto di parità assoluta tra uomo e donna noi faremo dei falsi passi in avanti".
Grazie Camilleri! per la lezione magistrale di civiltà.

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